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Follicolite da depilazione: come risolverla?

Follicolite da depilazione: come risolverla?

23 Gennaio 2018

Il bello della ceretta? Rimuovere in pochi istanti i tanto odiati peli superflui.

Il brutto della ceretta? Il rischio della follicolite: si tratta dell’infiammazione dei bulbi piliferi sollecitati a fondo da uno strappo troppo vigoroso, infiammati dal pelo che cresce male sottopelle o infetti a causa dell’azione di batteri che attaccano la pelle già irritata.

Come si manifesta la follicolite da depilazione? Con uno o più bulbi piliferi ingrossati, infetti e doloranti e con la comparsa di piccole pustole e bollicine rosse sulla pelle.

Addio alla ceretta, quindi?

Niente affatto: prevenire la follicolite da depilazione e curarla è possibile, grazie ai giusti prodotti in vendita in farmacia.

Prevenire la follicolite da ceretta: basta uno scrub

Per evitare l’insorgere di infiammazioni cutanee, qualche giorno prima di sottoporvi ad una ceretta eseguite un’esfoliazione delicata delle zone da trattare per rimuovere ogni possibile ostruzioni ai pori.

Basta uno scrub leggero, infatti, per liberare i pori da impurità e ostacoli e permettere al pelo estirpato di ricrescere dritto e sano.

Curare la follicolite: ecco i rimedi farmaceutici

Se dopo la ceretta avete notato la comparsa di bollicine rosse e piccole pustole, potrebbe trattarsi di follicolite da depilazione.

Il primo passo è quello di disinfettare la zona con detergenti antisettici e antibatterici (come quelli a base di tea tree oil), per poi applicare una crema lenitiva e idratante a base di lanolina e ossido di zinco.

Se la follicolite è acuta o ricorrente, chiedete consiglio al medico e, nel frattempo, evitate di sottoporre ad una nuova ceretta la zona infiammata, preferendo metodi più superficiali come la lametta.

Collirio: ecco le tipologie principali

Collirio: ecco le tipologie principali

21 Gennaio 2018

Possono dare sollievo agli occhi stanchi, idratare le pupille secche o curare patologie oftalmiche, come cataratta o congiuntivite: i colliri sono medicinali, sia da banco che acquistabili dietro prescrizione medica, in grado di favorire il benessere dell’occhio.

Quanti ne esistono in commercio? Le varianti di collirio disponibili in farmacia sono davvero numerose e utili a risolvere disturbi di diversa natura.

Ecco una veloce guida per comprendere come vengono classificati i colliri.

  1. Colliri per occhi secchi

Sono formulati con sostanze umettanti per dare sollievo agli occhi affaticati e inariditi, donando la giusta idratazione e ripristinando il corretto livello di umidità oculare. Utili per lenire la secchezza causata da fattori esterni come vento, smog o eccessiva esposizione a schermi elettronici, i colliri per occhi secchi lubrificano e, talvolta, stimolano le ghiandole lacrimali per aiutare la naturale produzione di lacrime.

  1. Colliri antistaminici

Aiutano a lenire prurito, fotofobia, rossore e lacrimazione oculare dovuti all’azione di agenti allergici, specialmente stagionali. Spesso disponibili come farmaci per automedicazione, ottenibili quindi senza ricetta medica, i colliri antistaminici svolgono un’azione anti congestionante ed agiscono anche come medicinale profilattico, per prevenire l’insorgenza dell’allergia stessa.

  1. Colliri antinfiammatori

In caso di infezioni critiche o fenomeni flogistici di elevata intensità, quando i farmaci più delicati non hanno mostrato un’apprezzabile efficacia, è possibile ricorrere a colliri arricchiti con principi attivi steroidei. Da utilizzare sempre sotto controllo medico, questi medicinali vanno impiegati per un breve e limitato periodo di tempo, per non correre il rischio di effetti indesiderati anche gravi.

  1. Colliri antibiotici

Sono formulati per combattere le principali infezioni batteriche che colpiscono l’occhio come, nella maggior parte dei casi, la congiuntivite. Disponibili dietro prescrizione medica, i colliri antibiotici vanno utilizzati sempre sotto controllo specialistico, per verificare la reazione dell’occhio e scongiurare fenomeni allergici.

  1. Colliri per curare il glaucoma

Esistono colliri formulati per ridurre la formazione di umore acqueo e curare l’alterazione della pressione intraoculare tipica del glaucoma: una patologia importante, che rappresenta una delle principali cause di cecità.

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

19 Gennaio 2018

Allarme influenza: il livello di contagi ha superato le previsioni degli esperti e ha eletto l’influenza 2018 come la più violenta degli ultimi 15 anni.

I numeri diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, del resto, non lasciano dubbi: dall’inizio del monitoraggio sono già stati superati i 3 milioni di pazienti contagiati dal virus influenzale, e il picco non è ancora arrivato.

Le fasce di età più colpite? Come di consueto i soggetti più esposti si confermano i bambini fino ai 5 anni ed i ragazzi fino ai 14.

L’influenza 2018, che si presenta con febbre alta e dolori articolari persistenti che mettono al tappeto per numerosi giorni, ha quindi una curva di diffusione piuttosto ampia e richiede una lunga guarigione.

La buona notizia?

Se i contagi aumentano, la gravità dei casi diminuisce. Al termine della seconda settimana di gennaio, infatti, sono “solo” 170 i casi critici, che hanno richiesto una terapia intensiva, e 30 i decessi: due dati che testimoniano come il virus influenzale sia stato gestito con attenzione in termini di cure e trattamenti farmaceutici.

L’Istituto Superiore della Sanità ricorda che la soluzione consigliata per contenere la trasmissione del virus influenzale è quella di sottoporsi alla somministrazione dell’apposito vaccino, ancora disponibile e raccomandato in vista del picco che sta per arrivare e che porterà con sé una nuova ondata di contagi.

In aggiunta, non dimenticate di lavare frequentemente le mani, di evitare di metterle in bocca e di proteggere le vie respiratorie con sciarpe e mascherine, specialmente negli ambienti chiusi e affollati.
Rallentare la comparsa dei capelli bianchi con gli integratori

Rallentare la comparsa dei capelli bianchi con gli integratori

17 Gennaio 2018

La comparsa del primo capello bianco è un duro colpo per molti: un segnale inequivocabile che l’invecchiamento sta ufficialmente iniziando.

La causa della canizie – così si indica tecnicamente il fenomeno dei capelli bianchi – è da ricercare nel calo della melanina presente nei bulbi piliferi del cuoio capelluto.

Con il passare degli anni la concentrazione di questo elemento diminuisce, rendendo meno efficace il processo di pigmentazione.

La decrescita della melanina nei capelli, quindi, lascia la chioma sempre più priva del suo colore naturale e la espone ad un progressivo sbiancamento.

Si tratta di un percorso naturale che può essere, però, influenzato da diversi fattori: come una carenza di minerali o un deficit vitaminico, che possono compromettere la naturale rigenerazione cellulare ed accelerare la comparsa dei temutissimi capelli bianchi.

Ecco come agire.

Supplementi vitaminici contro i capelli bianchi: ecco i migliori

Assumere integratori vitaminici può rallentare l’incanutimento. Ecco quali sono i più attivi:

  • Rame: un elemento critico per favorire la produzione di melanina e sostenere la pigmentazione dei capelli. Dove trovarlo? All’interno di integratori specifici o in alimenti come le lenticchie, i semi di girasole o le mandorle;
  • Vitamina del Gruppo B: tutte le vitamine del gruppo B, in particolare la B12 e la B5, sono importanti per garantire la vitalità e la salute dei capelli;
  • Selenio: un principio attivo antiossidante e stimolante per il sistema endocrino, in grado di sollecitare la produzione di alcuni ormoni connessi con la salute dei capelli e con il loro processo di invecchiamento;
  • Magnesio: quando manca questo elemento, il corpo inizia a produrre radicali idrossili che agiscono come agenti sbiancanti e fermano la produzione di tirosinasi, l’enzima connesso con la produzione di melanina.

Se la comparsa dei capelli bianchi ti spaventa, in farmacia puoi trovare numerosi integratori utili per dare sostegno all’organismo e favorire il processo di rigenerazione cellulare del cuoio capelluto. Chiedi all’esperto!

Mal di gola: estratti naturali per guarire

Mal di gola: estratti naturali per guarire

15 Gennaio 2018

I primi freddi sono spesso sinonimo di mal di gola: complici le temperature in picchiata, i venti gelidi, i batteri in circolazione e gli sbalzi termici, non è raro ritrovarsi con gola infiammata, mucose doloranti e difficoltà a deglutire.

Oltre ad una specifica terapia farmacologica, è possibile lenire i fastidi del mal di gola sfruttando le proprietà benefiche di alcuni estratti naturali, disponibili in farmacia sotto forma di integratori.

Quali sono le piante officinali più efficaci contro il mal di gola?

Eccone alcune!

  1. Grindelia: il suo estratto ha un effetto balsamico, lenitivo e molto emolliente per calmare le mucose del cavo orale e ripristinare la voce rauca.
  2. Verbasco: questa pianta sfiamma le mucose dell’apparato respiratorio ed è efficace contro alcune affezioni critiche come bronchite, tracheite e laringite.
  3. Timo: il suo estratto ha uno spiccato effetto antibatterico ed espettorante, che aiuta ad eliminare più facilmente gli accumuli di muco e di catarro. Nel frattempo, il timo sfiamma e lenisce, dando rapido sollievo dal mal di gola.
  4. Altea: la sua radice è nota per le capacità protettive e lenitive delle membrane delle mucose orali. Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Malvacee, contiene mucillagini attive contro le infiammazioni ed aiuta ad accelerare il processo di guarigione.
  5. Capelvenere: è una pianta officinale attiva contro tosse ostinata, raucedine, raffreddore e catarro. Il suo estratto ha un’elevata efficacia fluidificante ed agisce come un mucolitico, favorendo l’eliminazione del catarro. Ottimo in infusione o come sciroppo, l’estratto di capelvenere è perfetto anche per fare gargarismi e lenire il mal di gola con un’azione topica.
Alga spirulina: 5 buoni motivi per assumerla

Alga spirulina: 5 buoni motivi per assumerla

13 Gennaio 2018

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare dell’alga spirulina.

Un’alga davvero poco nota, ma molto antica e dalle mille virtù: la spirulina piace agli sportivi, perché è altamente proteica, è amata dalle donne, grazie al potenziale vitaminico e antiossidante, ed è perfetta nei regimi dietetici, grazie alle sue notevoli capacità drenanti.

Curiosi di sapere se questo elemento naturale fa al caso vostro?

Ecco 5 buoni motivi per scegliere l’alga spirulina!

  1. Se seguite un’alimentazione vegetariana: l’alga spirulina ha un elevato apporto proteico ed è indicata come integratore nei casi di regimi alimentari più poveri.
  2. Se siete anemici: l’alga spirulina non solo è ricchissima di ferro, ma offre questo oligoelemento fondamentale per il benessere del corpo in modo naturale e molto più digeribile, agevolando chi subisce gli effetti collaterali della ferritina.
  3. Se avete il colesterolo alto: l’alga spirulina contiene omega 6 e omega 3, ed è ricca di amminoacidi essenziali. Un toccasana per contenere i livelli di colesterolo nel sangue.
  4. Se siete a dieta: grazie all’elevato potere proteico, l’alga spirulina favorisce il senso di sazietà ed aiuta a tenere sotto controllo i morsi della fame.
  5. Se siete affaticati: chi sta vivendo un periodo di grande intensità o una fase di stress psicofisico, può trovare nell’alga spirulina una valida fonte di vitamine – in particolare A, B, C ed E – che la rendono perfetta per dare sostegno al corpo e fare il pieno di energia.

Dove trovarla? In farmacia: l’alga spirulina si assume sotto forma di integratori in capsule o in fiocchi, più pura.

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

11 Gennaio 2018

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

09 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

07 Gennaio 2018

Qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati di uno studio statunitense sull’inquinamento dell’aria. Evidenze davvero preoccupanti, quelle appena pubblicate su JAMA – una delle più importanti riviste scientifiche al mondo – che dimostrano come le polveri sottili siano estremamente nocive per l’uomo anche se inalate durante brevi esposizioni.

Ma non è tutto: non sono solo i picchi di ozono a preoccupare gli esperti. Lo studio, infatti, ha evidenziato che le patologie collegate alla qualità dell’aria respirata – come asma, disturbi a carico del sistemo respiratorio e cardiovascolare e malattie della pelle – aumentano anche quando le concentrazioni inquinanti non arrivano a toccare le soglie critiche.

I ricercatori, quindi, auspicano che nel breve termine queste soglie di allerta vengano riviste al ribasso.

Una situazione, quella evidenziata dalla ricerca americana, molto attuale anche in Italia. Soprattutto chi vive in città, infatti, respira quotidianamente aria inquinata, con elevate concentrazioni di polveri sottili.

Cosa fare, quindi, per proteggersi dagli agenti atmosferici dannosi? Chiaramente, la soluzione migliore è limitare al massimo l’esposizione all’aria inquinata.

Tuttavia, chi non può fare a meno di stare all’aria aperta può ricorrere alla somministrazione di integratori antiossidanti: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che questi prodotti possono limitare gli effetti nocivi di ozono e polveri sottili.

Inoltre, soprattutto nelle categorie a rischio come gli anziani, i bambini ed i soggetti con patologie polmonari, il consiglio è dotarsi di mascherine protettive – comodamente acquistabili in farmacia – in grado di filtrare l’aria respirata e capaci di ridurre notevolmente l’immissione di polveri sottili nei polmoni, pur consentendo una normale respirazione.

Infine, non dimenticate di curare la pelle sottoposta all’aggressione dello smog: le parole d’ordine sono detersione approfondita – mattino e sera – e nutrimento ricco, per creare una barriera lipidica in grado di proteggere la pelle dall’inquinamento.

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