News

Influenza in arrivo? Previenila con i probiotici

Influenza in arrivo? Previenila con i probiotici

25 Dicembre 2017

Se l’idea di prendere l’influenza ti fa venire i brividi, ma di paura e non di freddo, quest’anno gioca d’anticipo: evita il contagio e previeni i malanni stagionali prendendoti cura sin da ora del tuo stato di salute.

Per contrastare efficacemente i virus che durante la stagione autunnale ed invernale diventano più aggressivi, è importante stimolare la produzione di anticorpi e migliorare il sistema immunitario.

Come? Sfruttando la preziosa azione dei probiotici e dei prebiotici.

Ecco qualche consiglio.

  1. Via libera ai fermenti lattici

I fermenti lattici probiotici sono microrganismi attivi, importanti alleati del sistema immunitario. Il loro ruolo? I batteri benefici tengono sotto controllo la crescita di microrganismi nocivi all’interno dell’intestino e contrastano la vita degli agenti patogeni.

Per questo motivo, fermenti lattici efficaci come il Lactobacillus Acidophilus o il Bifidobacterium Lactis arrivano vivi nell’intestino e favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale, da cui ha origine il 70% delle difese immunitarie.

  1. Integra i prebiotici

Per aiutare l’efficacia dei probiotici, aggiungi alla dieta anche delle sostanze chiamate prebiotiche, che hanno il ruolo di nutrire i microrganismi buoni nell’intestino. I prebiotici, come l’inulina o lo psyllium, sono sostanze di origine alimentare che sostengono la flora batterica intestinale e sono comodamente disponibili in farmacia, spesso direttamente integrati ai probiotici per un potente effetto sinergico.

  1. Sostieni l’organismo con i complessi vitaminici

In caso di carenze specifiche, soprattutto in vista dell’inverno, aiuta il tuo organismo con speciali integratori vitaminici pensati per darti forza proprio dove ne ha più bisogno.

Complessi vitaminici, prebiotici e fermenti lattici probiotici non hanno effetti collaterali e possono essere assunti anche per lunghi periodi.

È per questo che, in vista dell’arrivo dell’inverno e dell’ondata di influenza, è bene iniziare a rafforzare l’organismo dall’interno, preparando il corpo a contrastare la sopravvivenza dei batteri nocivi e dei virus.

Abbigliamento dimagrante: la nuova rivoluzione cosmetica

Abbigliamento dimagrante: la nuova rivoluzione cosmetica

23 Dicembre 2017

Le avete provate tutte: creme, gel, massaggi, fanghi e cerotti.

Ma nulla: la cellulite sedimentata non vuole proprio abbandonare i vostri fianchi.

Preparatevi, perché da oggi l’adipe in eccesso potrebbe avere le ore contate.

Merito della nuova rivoluzione in campo cosmetico, già disponibile nelle migliori farmacie: l’abbigliamento dimagrante.

Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme!

Abbigliamento dimagrante: dimagrire vestendosi

Combattere la cellulite da oggi è semplicissimo: basta infilare un paio di leggings o di calze e lasciare che facciano effetto.

Semplicità, efficacia e niente stress: questa è la promessa incredibile dell’abbigliamento dimagrante.

Come funziona?

Attraverso l’azione sinergica di 3 principi:

  • Il principio modellante: la calza cosmetica gode di una speciale compressione graduata che stimola la circolazione delle gambe e favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Le gambe a fine giornata sono leggere e riposate, naturalmente sgonfie e snelle.
  • Il principio termico: la calza a contatto con la pelle stimola la produzione di calore che penetra in profondità e favorisce lo scioglimento dei grassi, anche i più ostili.
  • Il principio cosmetico: ecco la rivoluzione! All’interno del tessuto delle calze dimagranti sono nascoste microcapsule che contengono potenti principi attivi cosmetici formulati per contrastare la pelle a buccia d’arancia. Con lo sfregamento e l’azione continua sulla cute, le capsule contenute nelle calze si rompono e i prodotti snellenti, come caffeina, alga rossa e vite rossa vengono rilasciati e attivati.

I capi di abbigliamento dimagrante sono facilissimi da usare: basta indossarli e dimenticarsene.

Ideali da indossare in casa – anche di notte – sono perfetti anche per un utilizzo quotidiano, come normali indumenti per la vita di tutti i giorni.

In un solo gesto la lotta contro la cellulite è iniziata!

I 3 benefici che non conoscevi del coenzima Q10

I 3 benefici che non conoscevi del coenzima Q10

21 Dicembre 2017

Tutti, o quasi, conoscono gli effetti preziosi del coenzima Q10 nel contrastare i radicali liberi e rallentare il processo d’invecchiamento.

In pochi, però, sanno che il coenzima Q10 è un alleato molto più prezioso per il benessere di tutto il corpo, ed interviene attivamente regolando numerosi processi organici. Alcuni anche del tutto inaspettati.

Volete scoprire perché dovreste aumentare il consumo di coenzima Q10 con una dieta ricca e varia – lo trovate nei cereali, nelle noci, nel fegato e nella soia – e con l’assunzione di specifici integratori?

Eccovi 3 buoni motivi.

  1. Il coenzima Q10 favorisce l’attività cardiaca

Numerose ricerche in campo medico hanno dimostrato che assumere ogni giorno un integratore a base di coenzima Q10 riduce la possibilità di incorrere in attacchi cardiaci o di angina pectoris. Questo principio attivo, infatti, è un antiossidante molto prezioso per il cuore e protegge l’organismo da patologie come infarto, ischemia o arteriosclerosi.

  1. Il coenzima Q10 riduce il rischio di diabete

Sapevate che gli integratori di coenzima Q10 possono migliorare molto la salute del cuore, regolando i livelli di glucosio nel sangue? Secondo numerosi studi, assumere 100 mg di coenzima Q10 ogni giorno favorisce il dinamismo cellulare, migliora la sensibilità all’insulina e aiuta a tenere sotto controllo la glicemia a lungo.

  1. Il coenzima Q10 riduce il colesterolo

Alcune ricerche hanno dimostrato che le persone con elevati livelli di colesterolo nel sangue tendono a scarseggiare di coenzima Q10. Per questo, riportare i livelli di questa molecola essenziale alla normalità è utile per prevenire e trattare la formazione di questo grasso in eccesso, nemico del cuore.

Non aspettare: oggi è il giorno giusto per prenderti cura della tua salute.

Consulta il tuo medico ed il tuo farmacista ed inizia subito a sentirti meglio!
7 consigli per mantenere cuore e cervello in salute

7 consigli per mantenere cuore e cervello in salute

19 Dicembre 2017

L’intero organismo è mosso da cuore e cervello: due organi che vanno mantenuti in salute per garantire il benessere al corpo intero.

Come farlo?

Prestando attenzione alle abitudini quotidiane: ecco 7 consigli per prendersi cura di cuore e cervello e preservarli da possibili patologie.

  1. Monitorare costantemente la pressione e controllare che valori siano inferiori a 120/80 mmHg. Se non avete in casa lo strumento per misurare la pressione, recatevi in farmacia. Questo servizio è comodamente offerto in ogni punto vendita.
  2. Tenere sotto controllo il colesterolo: quello totale deve risultare inferiore ai 200 mg/dl (ovvero milligrammo per decilitro) di sangue.
  3. Controllare periodicamente il livello di glicemia nel sangue. I valori medi corretti devono essere compresi tra i 70 ed i 100 mg/dl. Chiedete comunque conferma al vostro medico di base e tenete in considerazione i valori di riferimento indicati da ogni laboratorio analisi.
  4. Svolgere regolare attività fisica senza sforzi, ma con continuità. Preferite un allenamento soft, come una camminata veloce o un po’ di nuoto, e abbiate cura di essere costanti e di eseguirlo almeno 3 volte a settimana.
  5. Seguire una dieta quanto più possibile equilibrata e varia. Moderate l’apporto di carboidrati, proteine, grassi, frutta e verdura scegliendo per ogni categoria di alimenti la giusta quantità.
  6. Cercare di perdere i chili di troppo e di alleggerire l’intero organismo evitando accumuli di grasso nei vasi sanguigni.
  7. Smettere subito di fumare e non abusare di bevande alcoliche.

Seguendo queste semplici 7 regole è possibile preservare la salute di cuore e cervello e ridurre notevolmente il rischio di esporre questi organi alle principali patologie.

Parlane con il tuo medico o con il tuo farmacista e chiedi il supporto specializzato di un esperto.

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

17 Dicembre 2017

Se avete contratto la varicella da bambini, potreste essere soggetti al Fuoco di Sant’Antonio da grandi.

Il virus Varicella-Zoster, infatti, anche dopo la guarigione della patologia infantile tende ad annidarsi all’interno dell’organismo e potrebbe ripresentarsi in età matura, alimentato da un calo delle difese immunitarie.

Capita, quindi, che superati i 50 anni possano comparire segni di affaticamento, mal di testa ed eritemi cutanei su collo, schiena e torace, simili a quelli della varicella, che lasciano poi spazio a dolorose croste: tutti questi sintomi possono indicare la presenza del Fuoco di Sant’Antonio, una patologia che unisce uno sfogo cutaneo ad un dolore nevralgico, anche molto intenso e persistente.

Quali cure per il Fuoco di Sant’Antonio?

Una volta riscontrata la patologia, i farmaci antivirali sono l’unica soluzione per contenere l’evoluzione del problema e portare il paziente verso la guarigione, che può richiedere anche 12 mesi. In abbinamento, spesso, i medici somministrano una terapia antidolorifica, che però non sempre si rivela efficace dato il forte dolore che il paziente può lamentare.

Come agire, quindi?

Meglio prevenire e valutare la possibilità di vaccinarsi, anche in modo gratuito per i pazienti che hanno superato i 65 anni o per i soggetti più giovani ma comunque considerati a rischio.

Il vaccino, che da diversi anni è disponibile in farmacia e che si esegue in un’unica dose per via sottocutanea, è efficace e previene il contagio di Herpes Zoster nel 70% dei casi. Anche nei pazienti vaccinati in cui la malattia dovesse manifestarsi, è stato riscontrato come questa avvenga in modo più lieve, senza eccessive complicazioni.

Non aspettare: se fai parte delle categorie a rischio o se semplicemente vuoi prevenire la comparsa di una patologia che può avere conseguenze anche gravi, chiedi consiglio al tuo medico e al tuo farmacista.
Gli italiani si curano da soli: ma in modo intelligente

Gli italiani si curano da soli: ma in modo intelligente

15 Dicembre 2017

46 milioni: sono questi gli italiani che secondo una ricerca di Censis in collaborazione con Assosalute ogni anno scelgono di auto curarsi con farmaci da banco, per risolvere i piccoli acciacchi di ogni giorno, senza pesare sul Sistema Sanitario Nazionale.

I piccoli problemi di salute, passeggeri e non preoccupanti, riguardano quasi 50 milioni di italiani, di cui 20 milioni ne soffrono periodicamente.

Tra le patologie più comuni, spicca il mal di schiena (40%), i sintomi da raffreddamento (36%), il mal di testa (26%) e il mal di stomaco (16%).

Di fronte a questi problemi, quasi 3 italiani su 4 preferiscono risolvere la patologia curandosi da soli, con farmaci da banco che non richiedono prescrizione medica.

Il motivo? Gli italiani pensano di conoscere bene il proprio corpo e di saper identificare con precisione le proprie piccole patologie, spesso ricorrenti. Per 1 italiano su 6, poi, ricorrere ai farmaci da banco è molto più veloce e rapido, senza attendere la trafila della visita con il medico di base.

Un atteggiamento che potrebbe sembrare superficiale, ma che rivela invece una grande attenzione alla salute e al benessere.

È vero che gli italiani si curano da soli, ma mai senza aver informato il medico e consultato il farmacista (lo fa il 70% dei pazienti) e sempre leggendo il foglietto illustrativo dei farmaci da banco (lo fanno più di 8 italiani su 10).

In caso di insuccesso della terapia “fai da te”, poi, quasi il 90% dei pazienti si rivolge al medico per una visita più approfondita e il 36% chiede aiuto al farmacista, per trovare insieme una cura più adatta al problema.

Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

13 Dicembre 2017

Dovete prendere la solita compressa di metà mattina e avete a portata di mano un bicchiere di succo di frutta: decidete di assumere il farmaco così, del resto, che sarà mai?

Sbagliatissimo: per la corretta assunzione di farmaci, per il loro normale assorbimento e per la loro migliore funzionalità è fondamentale prendere i medicinali solo con acqua naturale.

Il motivo?

Alcune sostanze presenti negli alimenti e nelle bevande che ingeriamo, possono legarsi ai farmaci ed innescare strane reazioni.

È il caso del succo di pompelmo che, assunto in grandi quantità o ingerito insieme ad un medicinale, può interferire con l’assorbimento e con il metabolismo di alcuni ingredienti dei farmaci, specialmente quelli per l’ipertensione, per il cuore e per il colesterolo. Anche il succo di mirtillo e le tisane energizzanti, come quelle al ginko o al ginseng, andrebbero evitate nei pazienti che si sottopongono a terapie anticoagulanti, perché ne aumentano l’efficacia con il rischio di emorragie.

Vietatissimi, poi, gli alcolici per assumere farmaci di ogni tipo: il mix medicine-alcool è rischioso e può generare effetti collaterali anche gravi, specialmente per i pazienti che assumono terapie che agiscono sul sistema nervoso centrale.

Quando prendete un farmaco, poi, evitate di ingerirlo con del latte: il calcio contenuto in questa bevanda può limitare l’assorbimento corretto di alcuni principi attivi contenuti in numerosi antibiotici.

Insomma: ingerendo la compressa con la bevanda sbagliata possiamo rischiare di inibire l’efficacia del farmaco o di incorrere in effetti collaterali. Meglio prestare attenzione e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al medico e al farmacista di fiducia.

Addio piedi secchi in 3 step

Addio piedi secchi in 3 step

11 Dicembre 2017

Soffrite di piedi secchi e screpolati?

Non trascurate il problema: dietro un semplice inestetismo può nascondersi una richiesta di aiuto della pelle ed il problema, senza la giusta attenzione, può peggiorare creando fastidio e dolore.

Stop ai piedi secchi in 3 step

Avere piedi al top, vellutati e levigati, è un vero piacere in tutte le stagioni.

Ecco una veloce beauty routine in 3 step per ammorbidire la pelle dei piedi!

  1. Riattivare la circolazione e addolcire la cute con i pediluvi

Piedi secchi e stanchi a fine giornata? Immergeteli in un catino colmo di acqua fresca: in soli venti minuti il pediluvio donerà sollievo ai piedi rimasti chiusi per ore nelle scarpe e darà uno sprint alla circolazione.

Per un’azione soft ed emolliente, invece, immergeteli in una bacinella di acqua tiepida, dove avrete sciolto bicarbonato, un pugno di sale grosso, il succo di un limone e qualche goccia di olio essenziale alla lavanda. Sarete sorpresi di come, in pochi minuti, i piedi risulteranno morbidi, setosi e purificati nel profondo.

  1. Eliminare le cellule morte con lo scrub

Dopo il pediluvio, quando la cute è estremamente ammorbidita, approfittate per eseguire uno scrub: un rimedio beauty per eliminare dolcemente lo strato superficiale di pelle secca.

In farmacia trovate un’ampia varietà di peeling ad hoc, da quelli con formulazione in gel a quelli dalla texture più cremosa. Qualsiasi sia la vostra preferenza, applicate lo scrub sui piedi eseguendo movimenti circolari ed esercitando una leggera frizione.

Terminato il trattamento, rimuovete il tutto con abbondante acqua fresca.

  1. Idratare a fondo

Ora che la pelle è levigata e libera dalle cellule morte in eccesso, è tempo di idratare.

Per farlo in modo naturale, prima di andare a letto cospargete i piedi con una maschera super nutriente a base di olio di sesamo: un ingrediente potentissimo per contrastare secchezza e ruvidità.

In alternativa potete usare burro di karité o provare sulla pelle un composto a base di glicerina e acqua di rose.

La dritta in più? Per non macchiare le lenzuola indossate dei calzini in cotone!

Spezzate a metà le pastiglie? Attenzione ai rischi

Spezzate a metà le pastiglie? Attenzione ai rischi

09 Dicembre 2017

Spezzare a metà una pastiglia o tritarla per diluirla nel cibo è molto pericoloso per la salute. A dirlo è una ricerca condotta dalla SIGG, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, secondo cui l’alterazione dei farmaci e della loro struttura originaria può ridurre l'efficacia della terapia e aumentare sensibilmente il rischio di effetti collaterali.

Questo accade almeno 1 volta su 3: la suddivisione delle compresse, infatti, nel 33% dei casi è diseguale e comporta conseguenze a livello di dosaggio. Un’alterazione che può creare squilibri nei principi attivi di oltre il 15% della dose prescritta.

Una situazione altamente rischiosa soprattutto per i soggetti che assumono farmaci con una finestra terapeutica ristretta, che possono produrre effetti tossici discostandosi anche di pochissimo dalle dosi della terapia.

Non solo: anche alle compresse gastroresistenti, dotate di un film protettivo per superare la barriera dello stomaco e sciogliersi nell’intestino, non possono in alcun modo essere divise e compromesse, pena la loro perdita di efficacia.

In generale, quindi, le pastiglie non vanno mai spezzate a metà né schiacciate.

Una pratica che, come testimoniano i dati raccolti dall’indagine SIGG, è molto diffusa tra gli anziani. L’obiettivo dello sminuzzamento è quello di facilitare la deglutizione dei farmaci, spesso resa difficoltosa dalla consistenza della compressa o dalla patologia stessa del paziente.

Che fare, quindi, in queste situazioni? Gli esperti consigliano di utilizzare modalità alternative per la somministrazione. Tra queste spiccano l’inserimento della pastiglia intera nello yogurt, in budini o in altri alimenti facili da deglutire – che migliora l’ingerimento della compressa nel 70% dei casi – e l’utilizzo di farmaci equivalenti in diversa formulazione, in gocce o granulari.
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
I cookie sono piccoli file di testo che possono essere utilizzati dai siti web per rendere più efficiente l'esperienza per l'utente.

La legge afferma che possiamo memorizzare i cookie sul tuo dispositivo se sono strettamente necessari per il funzionamento di questo sito. Per tutti gli altri tipi di cookie ci serve il tuo permesso.

Questo sito utilizza diversi tipi di cookie. Alcuni cookie sono posti da servizi di terzi che compaiono sulle nostre pagine.

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.
I cookie per le preferenze consentono a un sito web di ricordare le informazioni che influenzano il modo in cui il sito si comporta o si presenta, come la lingua preferita o la regione che ti trovi
I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.
I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.
I cookie non classificati sono i cookie che sono in fase di classificazione, insieme ai fornitori di cookie individuali.